Home » Articoli » Intervista a Pierluigi Cantafio, Calabrian Angler

Intervista a Pierluigi Cantafio, Calabrian Angler

Intervista a Pierluigi Cantafio, Calabrian Angler
Vota questo contenuto

Intervista a Pierluigi Cantafio alias Calabrian Angler, Pescatore a spinning salt water Calabrese e pro staff G.loomis-Shimano

Abbiamo fatto qualche domanda a Pierluigi Cantafio, alias Calabrian Angler, noto pescatore a spinning salt water calabrese e pro staff di G.loomis-Shimano. Pierluigi ci ha dato 5 preziosi consigli per chi pesca a spinning in mare, e ha ribadito: “Non esiste una pesca di serie A e una di serie B”.

Di Alessio Turriziani

Alessio. : Quando hai iniziato a pescare e con quale tecnica?

Pierluigi.  : Ho iniziato fin da giovanissimo (a meno di 10 anni d’età) con mio padre a pescare le trote in torrente. Da subito sono passato alla pesca in mare in un’estate in cui, col braccio ingessato, ho dovuto impiegare il tempo diversamente rispetto agli altri bambini che facevano il bagno. Mi dedicavo allora alla pesca di cefali e mormore.

A. : Oggi prevalentemente peschi a spinning in mare: puoi dirci perché?

P. : Nella mia vita ho praticato molte tecniche di pesca. In acque interne però ho iniziato da subito con lo spinning e non l’ho mai abbandonato, mentre in mare ho praticato per molti anni la pesca in apnea, anche a livello agonistico. Lo spinning in mare si potrebbe definire la sintesi delle mie passioni, la ricerca del predatore importante e di quelle emozioni che altri modi di pescare difficilmente regalano. Vi è un elevatissimo rapporto tra la mole dei pesci insidiati e la potenza dell’attrezzatura, il che rende ogni combattimento emozionante e mai scontato. In più si vive il mare in molti modi differenti, dalla pesca selvaggia a quella più comoda e tecnica. Insomma è un modo di vivere.

A. : Moltissime persone sostengono e credono fermamente (come il sottoscritto) che la pesca sia uno sport per tutti, aperto a tutti, alla portata di tutti. Altri invece estremizzano alcuni concetti e alcune tecniche quasi a volerle far sembrare elitarie. Cosa ne pensa Pierluigi?

P. : La pesca può essere intesa in mille modi differenti. Uno di questi è semplicemente il trascorrere delle piacevoli e rilassanti ore in riva al mare o su un corso d’acqua. C’è chi ricerca forti emozioni e combattimenti impegnativi, e chi invece vuole solamente sentirsi parte della natura, dimenticare i problemi e magari sentire qualcosa dall’altra parte della lenza. Da questo punto di vista non esiste una pesca di serie A o di serie B. E poi basta calibrare l’attrezzatura per divertirsi in mille modi differenti. Certo, pescare pescetti di pochi grammi con cannoni spropositati non è il massimo per i miei gusti, ma se è quello che piace fare… ben venga anche questo! Quello su cui non transigo è la mancanza di rispetto verso l’ambiente: chi sporca o fa stragi indiscriminate di pesci magari sottomisura non può essere considerato un vero pescatore.

A. : Lo spinning in mare è una pesca difficile e impegnativa sotto moti punti di vista, quale sono i 5 consigli che Pierluigi darebbe a una persona che ci si sta avvicinando?

P. :

1) Studiare bene l’ambiente che ci circonda: è la prima regola in assoluto! Si deve notare tutto e capire cosa succede: identificare il foraggio, vedere una cacciata con la coda dell’occhio, capire dove il pesce può predare con maggiore facilità. Fatto ciò, si deve annotare tutto per essere di nuovo sul posto quando si ripresentano le condizioni favorevoli.
2) Cercare di trovarsi al momento giusto al posto giusto. Ripeto spesso che c’è sempre un predatore da insidiare da qualche parte, ma per capire bene cosa fare è importante conoscere i propri spot e le abitudini dei pesci, insieme alle condizioni del mare. In ogni spinner marino c’è anche un piccolo “meteorologo”.
3) Mai essere convinti che “se non ha mangiato vuol dire che non c’è nulla”. Provare di tutto per risolvere la situazione.
4) In virtù del punto precedente è bene avere diverse tipologie di artificiali e provare tanti recuperi differenti. Spesso il successo arriva al primo lancio una volta che tutto è fatto per bene.
5) Per pescare bene a spinning non si deve spendere necessariamente un capitale, ma è importante fare acquisti mirati. Al giorno d’oggi il mercato offre tante opportunità e attrezzature di qualsiasi livello anche molto valide. Quando ho iniziato non c’era tutta questa scelta e ci si doveva rivolgere ad attrezzature improvvisate. Non fare quindi acquisti avventati ma chiedere consigli a gente veramente esperta. Purtroppo oggi si vedono troppi falsi professori in questo ambiente…

A. : La preda che ti ha dato più filo da torcere e quella che ti ha dato più soddisfazione pescare?

P. : Sicuramente il primo tonno rosso preso a spinning dal kayak, che poi è stato anche il primo tonno documentato pescato interamente con questo mezzo in Italia. Era il 2011 e non c’era tutta la conoscenza che c’è ora in materia. Mi sono informato un po’ e ho provato quasi “a scatola chiusa”. E’ stata un’avventura esaltante, dall’attacco ai 35 minuti di combattimento di un pesce stimato sulla 30ina di kg, per finire al meritato rilascio (obbligatorio per legge) che è stata la degna coronazione di un sogno. Ricordo anche con molta soddisfazione le prime grosse spigole: ancora oggi la regina ha su di me un fascino assoluto!

A. : Sei una persona attiva sia nella pesca sportiva che su internet, infatti sei Pro-Staff per Shimano e G.Loomis, moderatore dei forum FishWithGLoomis e Kayak Fishing Italia, articolista per la rivista Pescare Mare e Italian Fishing TV.
Come fai a conciliare tutto?

P. : Non ti nascondo che mi costa molto tempo e fatica. Spesso mi tocca fare le ore piccole per gestire queste passioni che sono sempre extra-lavorative. Per ora riesco con molti sacrifici anche a ritagliare il tempo per andare a pescare, sperando di trovare un equilibrio tra tutti gli impegni. La passione e il sostegno di molti amici sono determinanti per ottenere certi risultati.

A. : Svelaci un ultimo segretuccio: visto che peschi in kayak, raccontaci questo tipo di pesca in sintesi (se possibile) e quali sono le principali opportunità che offre.

P.:  Devo la mia passione per la pesca in kayak al mio amico Maurizio, che mi ha trascinato in questa avventura quando ancora era una disciplina perlopiù sconosciuta. Il segreto di questa tecnica è la possibilità di raggiungere i pesci e gli spot lontani da riva con molta semplicità, l’opportunità di spostarsi lungo la costa semplicemente caricando il kayak sull’auto e il tutto a un costo che si riduce alla spesa iniziale del mezzo, visto che non si pagano tasse e spese di carburante o ormeggio. Ho iniziato a praticarla anche in acque interne ottenendo ottimi risultati, grazie anche all’uso dell’ecoscandaglio che permette di conoscere la morfologia dei fondali in modo da poterli studiare anche senza vederli come succede per la costa.

A. : PescaOk è attivo da moltissimi anni con una campagna per sensibilizzazione per la “Pesca e i disabili”. Molte persone diversamente abili vedono nella pesca un modo per sentirsi “come gli altri”. In Italia ci stiamo muovendo – a volte lentamente – per rendere accessibili alcune zone di pesca. Cosa pensi al riguardo?

P. : È una grande iniziativa. Io stesso ho dovuto affrontare momenti difficili e oggi cerco di fare il possibile nei progetti a cui partecipo per dare supporto ai meno fortunati. La possibilità di rendere agibili e sicure alcune postazioni credo che possa dare una gioia infinita a chi non può pescare in altri ambienti. Spesso non ci si rende conto di quanto si è fortunati nel possedere una cosa semplice come la salute e mi complimento con chi, come te, ha la forza di pensare anche agli altri.

Grazie.
Alessio Turriziani

 

Chi è Pierluigi Cantafio, Calabrian Angler.

Pierluigi Cantafio con il suo primo tonno.

Pierluigi Cantafio con il suo primo tonno.

Pierluigi Cantafio, calabrese D.O.C., appassionato di pesca a spinning fin da giovanissimo, entra a far parte del Pro Staff G.Loomis da inizio 2011 e poi anche del team Shimano. E’ alla continua ricerca di predatori che insidia con le esche artificiali, sia in acque interne ma soprattutto in mare. Appassionato di kayak fishing, è stato il primo angler italiano a realizzare e documentare la cattura con conseguente rilascio di un tonno rosso pescato interamente in kayak. Cattura effettuata ovviamente a spinning. Collabora regolarmente con riviste e siti del settore tramite articoli di spinning e kayak fishing. Riveste il ruolo di moderatore in diversi forum specializzati.

 

About Alessio

Alessio Turriziani è il Fondatore e Responsabile del progetto PescaOk.it https://plus.google.com/118139127073698735363/

4 commenti

  1. Complimenti Pierluigi; professionalità e intraprendenza miste a molta tenacia e coraggio, immagino!
    Intervista direi molto interessante .

  2. Gran bel personaggio

  3. grande pier,sei unico!

  4. Sei un numero 1 !!!!

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Required fields are marked *

*

Computer doc