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Pesca a fondo per principianti

Pesca a fondo per principianti
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a cura di Walterfishing

La pesca a fondo è una naturale conseguenza per chi ha già pescato con la canna a galleggiante. Con questa, infatti, c’è il problema della poca profondità a cui possiamo far arrivare la nostra esca: coi galleggianti scorrevoli si arriva al massimo sui 10-15 metri, ma in acqua ferma. Se invece c’è della corrente si è costretti a restare più vicini alla superficie. Come aggirare il problema? Semplice, basta cambiare tecnica! E questa è la tecnica migliore per arrivare nelle grosse buche, dove si nascondono i pesci più grandi.

Che cosa serve

Su questo sito ho già parlato delle montature “base” per la pesca a fondo, e ci sono anche due articoli su tecniche derivate (catfishing e carpfishing).

A grandi linee, per un’attrezzatura economica medio pesante (in grado di farci affrontare anche carpe e lucci di buona dimensione) ci servono:

  • Una canna da fondo robusta (se pensate di andare a carpe, vi consiglio una canna per il carpfishing): se non riuscite a trovarne, chiedete una canna da surfcasting leggero, per mulinello a bobina fissa (è una tecnica derivata, quelle che indico lanciano sui 100 grammi al massimo). Partite da pesci piccoli con attrezzature sovradimensionate, eviterete di fare danni e farvi male. Per iniziare, come potenza di lancio vi consiglio qualcosa che tiri al massimo tra 60 e 90 grammi (se ne trovano di buone a 30 euro). Gli anelli in sic e il carbonio danno dei vantaggi, ma per iniziare potete anche restare su materiali meno costosi. Telescopica o in due, tre pezzi? Vedete voi, una due pezzi ha un’azione migliore, ma anche un ingombro notevole; se avete problemi di trasporto, meglio una telescopica.
  • Un mulinello: non è importante che sia veloce o abbia tanti cuscinetti, ma che sia così grosso da tenere abbastanza filo e che sia affidabile: sarebbero grossi problemi se si bloccasse durante il combattimento con un grosso pesce! Tornando all’esempio precedente, ne consiglierei uno che tiene 200 metri di 0.35 o 0.40. Può essere utile il baitrunner (è un dispositivo formato da una frizione supplementare, che lascia libera la bobina durante la partenza del pesce e permette una ferrata rapida in queste condizioni).
  • Filo: per iniziare, meglio un buon nylon (anche perché le canne economiche spesso non hanno gli anelli sic per cui le trecce non si possono usare). Spesso avremo che fare con pesci di buona taglia, e saremo in mezzo a ostacoli di ogni tipo: conviene quindi farsi pochi problemi morali. Come minimo usiamo uno 0.35, consiglio uno 0.40. Prodotti consigliati, Berkley Trilene Big Game (ottimo per tutte le tecniche impegnative), Zebco Topic Carpa (resistenza all’abrasione incredibile e ottima affidabilità), Take Extreme (ottima resistenza a trazione). Per i terminali, o un nylon di diametro e tenuta inferiore, oppure dacron da 12 libbre.
  • Accessori: ami robusti dal 4 al 2, con qualche 2/0 montato su kevlar o acciaio (se andate a lucci), piombi (con la canna presa come riferimento, tra 40 e 80 grammi), girelle con moschettone robuste, sferette salvanodo in gomma (da mettere tra il piombo e il nodo della girella). Come al solito, slamatore, forbice, guadino e uno straccio. Data la dimensione dei pesci, consiglio vivamente l’uso di un materassino per slamatura tipo quelli da carpfishing: sono ottimi e ci consentiranno di trattare bene le nostre catture prima del rilascio.

(A proposito, qui rinnovo l’invito presente su molte pagine: tutto quello che non mangiate, rilasciatelo. Soprattutto specie ormai rare come la tinca e il luccio, ma anche carpe, o carassi e siluri, anche se per questi ultimi sarebbe proibito. Non ha senso uccidere per divertirsi, anzi.)

Come segnalatori d’abboccata, se non vogliamo guardare il cimino, ci sono i classici campanelli, il tappo segnalatore (presente in questo sito) o i moderni avvisatori elettronici. Possono servirci i piantoni per posizionare la canna, oppure i più moderni (e costosi) rod pod. Per l’attesa può essere utile una sedia.

Se invece avete solo dei persici reali, qualche trota sul chilo al massimo, pescegatti, piccoli bass, carassi e pesci al massimo da due chili, allora vi consiglio di ridimensionare il tutto. La potenza della canna può limitarsi a 40, 50 grammi al massimo; la tenuta del mulinello a 150 metri di 0.25 o 0.30. Il filo può essere a scelta tra questi due diametri, terminali o 0.20 o 0.25, oppure in dacron da 6 libbre.

Come si pesca?

Montiamo la nostra canna, inneschiamo l’esca e lanciamo. Come esca sono ottimi il mais, il lombrico, il pesce vivo o i pezzi di pesce, anche di sarda, a seconda di ciò che cerchiamo. Mettiamo la canna ferma, o sul pod o sui piantoni, e dopo qualche secondo che si stabilizzi mettiamo il filo in tensione. Inseriamo il nostro segnalatore d’abboccata (se è il campanello sul cimino va messo prima del lancio, fissandolo bene per evitare che voli in acqua durante il lancio).

A questo punto aspettiamo l’abboccata. Quando vediamo il cimino piegarsi e saltellare, oppure il nostro segnalatore che suona o si muove, ferriamo e iniziamo a recuperare il pesce. In questa fase è molto importante fare attenzione, perché spesso si tratta di pesci di taglia media o piccola, anche se ogni tanto si attaccano pesci di tutto rispetto. Quando il pesce è vicino a riva state attenti, perché è il momento in cui è più facile rompere il filo. Tenete la frizione un po’ aperta in modo da non perdere il pesce se dovesse ripartire, e, quando è stanco, fatelo entrare nel guadino. Se è di buona taglia non tentate di sollevare il guadino come un badile, ma tiratelo verso di voi come se fosse una corda, tenendolo verticale.

A questo punto appoggiate il pesce sul materassino e slamatelo. Se volete fotografatelo, poi rimettetelo in acqua con delicatezza e lasciatelo tornare a casa.

Qualche consiglio finale per i principianti

Come al solito, se non avete molta esperienza, partite con pesci piccoli in ambienti molto tranquilli e semplici (non iniziate cercando, per dire, carpe immense da una prismata del Po). L’ideale come al solito sono i carassi di laghetti, canali e fossati, o i pesci gatti (purtroppo dalle mie parti quasi estinti).

Questa tecnica richiede pazienza e costanza, non è raro “fare cappotto” e tornare a casa senza neppure vedere una mangiata. Tuttavia è molto rilassante, e la cattura, anche se piccola, è divertente. Inoltre è la base per molte altre tecniche, tra cui carpfishing, ledgering e catfishing. Ora non vi resta che mettere in pratica, e buon divertimento!

5 commenti

  1. :\ ma se è una guida per principianti non puoi dirmi solo “Montiamo la nostra canna, inneschiamo l’esca e lanciamo”
    dammi un disegnino che mostra come fare una montatura. 🙂

  2. Ciao a tutti, sono un pescatore principiante e mi piacerebbe sapere dove si possono comprare delle canne buone e resistenti per la pesca a mare a fondo

  3. Andrea Parzani

    Sono un principiante che pesca nel lago d’Iseo. Cerco soprattutto pesci piccoli e non ho bisogno di grandi attrezzature. Che consigli mi potete dare?

  4. ciao, pesco solitamente in qualche canale dove ci sono gobbi, pesci gatto e carpe. volevo chiedervi che tipo di terminale devo usare (da fondo si intende)..un immagine sarebbe perfetta, grazie 🙂

  5. ciao a tutti…. volevo provare la pesca al siluro nel lago di Endine….. io ho una canna da fondo molto robusta ed un mulinello abbinato con circa 500 m di nylon del 0.35…. mi potete dare dei consigli sulla montatura? grazie mille a tutti che mi rispondono…
    ciao ciao e grazie

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