Home » Itinerari di pesca » Il lago Mignatta o lago di San Giorgio La Molara

Il lago Mignatta o lago di San Giorgio La Molara

Il lago Mignatta o lago di San Giorgio La Molara
Vota questo contenuto

Il lago Mignatta, meglio conosciuto come lago di San Giorgio La Molara, è un lago semi-artificiale che si trova nel territorio dell’omonimo comune dell’alto Sannio, nella zona del Fortore. Il lago è sito quasi sullo spartiacque dell’Appennino campano-pugliese ad una altitudine di circa 850 m.s.l.m. ed è facilmente raggiungibile, da Benevento da cui dista 45 km., seguendo la S.S. 90 per Foggia, quindi la S.P. 53 dopo Paduli ed infine la S.P. 88 per Montefalcone di Val Fortore che, in prossimità del lago, ne costeggia la riva ovest per circa 300 metri. Per chi volesse facilmente individuarlo su Google Hearth le coordinate geografiche WGS84 sono le seguenti: 41°.18,17” Nord e 14°57′.50” Est.

Continua dopo le foto….

 

Il lago è alimentato da alcune piccole risorgive e, nel periodo invernale, anche dalle acque di ruscellamento delle piogge ed è stato realizzato originariamente per raccogliere le acque piovane e quelle delle risorgive a beneficio dell’abbeveraggio degli animali e per le necessità irrigue delle aziende agricole circostanti.

Il lago ha una forma ellittica e non è molto profondo; solo in alcuni punti, infatti, sarebbe profondo circa 8 metri, ma la sua profondità media è di circa 3-4 metri e le sue acque sono sempre leggermente torbide a causa del fondale argilloso e fangoso.

L’area del lago e le rive, spaziose e pianeggianti, sono ben tenute ad opera della comunità montana locale che le mantiene pulite ed agibili tutto l’anno; intorno al lago vi sono anche dei gazebo in legno e dei barbecues in pietra che consentono ai visitatori di poter consumare comodamente il pranzo al sacco o di ripararsi dal sole o da eventuali intemperie.

L’accessibilità al al lago è ottima e, praticamente, le rive sono raggiungibili con l’auto in quasi tutto il perimetro.

Le rive del lato est e del lato ovest del lago sono popolate da alberi di alto fusto che offrono riparo dal sole e fanno da frangivento nelle giornate particolarmente ventose; non bisogna dimenticare infatti che il lago si trova in una zona abbastanza ventosa che viene sfruttata per produrre energia elettrica dalle numerose installazioni eoliche che fanno da cornice al paesaggio lacustre.

Il lago è frequentato, specie nella buona stagione, anche da appassionati di footing che ne percorrono le rive a passo spedito e da gruppi di gitanti che ci vengono per una rilassante scampagnata; il lago non è balneabile ed anzi è pericoloso immergersi nelle sue acque a causa del fondale melmoso.

Attualmente il lago è affidato in gestione alla FIPSAS di Benevento ed è possibile pescarvi tutti i giorni, con due canne per pescatore, tranne il martedì e il mercoledì, muniti di licenza governativa e di tesserino FIPSAS. Il lago è chiuso alla pesca dal 1° gennaio all’alba dell’ultima domenica di febbraio. Sono consentite tutte le tecniche di pesca e tutte le esche (anche il bigattino, ma solo come esca) normalmente consentite.

I pesci del lago di San Giorgio La Molara sono i seguenti: Carpe, Carassi, Amur, Persici Reali, Persici Sole, Tinche Triotti, Pesci Gatto, Anguille ed, ultimamente – perché introdotti – anche i gamberi d’acqua dolce (purtroppo i cosiddetti gamberi-killer) la cui pesca rimane vietata.

Nel lago vi sono carpe anche di notevole taglia, da insidiare con la tecnica del carp-fishing o con la classica pesca a fondo con boiles, o con semplici chicchi di mais innescati sull’amo o con bocconi di polenta di mais preparati da ciascun pescatore secondo la propria inimitabile ricetta… ogni pescatore, infatti, ha la sua personalissima, inimitabile, efficacissima ricetta, della quale è estremamente geloso, per preparare la polenta da carpe; spesso, però, accade che le carpe – se mangiano – abboccano a tutti i tipi di mistura e, se sono svogliate, a nessun tipo di esca, mandando all’aria tutte le teorie sulla miglior ricetta per la polenta per carpe. Io ho trovato efficaci, ad esempio, i lombriconi, che rappresentano sicuramente un diversivo rispetto a tutto il mais e a tutta la polenta che viene servita alle carpe del lago e consentono anche la cattura di qualche tinca; l’unico inconveniente è che non producono catture di grossa taglia (oltre i 4-5 kg.) e che non sono molto selettivi perché talvolta capita di agganciare grossi carassi o qualche pesce gatto.

I persici reali vengono insidiati a spinning con piccoli rotanti piombati in testa per fare la distanza e, più proficuamente, col pesciolino vivo; fino a qualche anno fa si prendevano persici reali di buona taglia con una certa frequenza, mentre invece adesso è più raro pescare qualche bell’esemplare e, pescando col bigattino o col verme, capita di allamare esemplari sotto misura.

Le tinche, introdotte di recente, rappresentano ancora una cattura sporadica anche perché con le esche ad esse destinate spesso si catturano carassi, carpe e pesci gatto.

Un’altra presenza nel lago è quella degli amur che nessuno pesca intenzionalmente ma che capita talvolta di agganciare col chicco di mais o col verme, così come capita di agganciare carassi, triotti, persici sole e pesci gatto cercando di pescare carpe e persici reali col galleggiante.

Le tecniche di pesca utilizzate sono le più svariate e vanno da quelle più rozze e grossolane come la pesca col galleggiante e filo spesso, o la pesca a fondo con canne corte e piombo di almeno 25 gr.,  a quelle più raffinate come la pesca all’inglese, la pesca con la roubasienne, o con canne fisse in fibra leggera da 12 metri o più, per insidiare le carpe, o lo spinning leggero o medio-pesante con rotanti e, meno frequentemente, con ondulanti, per insidiare i persici reali. Più raro l’uso del pesciolino vivo anche se in termini di resa riesce a consentire catture di persici reali di taglia discreta, quando questi lunatici pinnuti sono in caccia; è vietata del tutto la pesca a mosca.

Il lago è anche meta di gare di pesca nazionali e di appassionati di carp-fishing che spesso si accampano luno le sponde del lago con tende o camper per diversi giorni, sopratutto nella buona stagione quando sul lago vengono allestite un paio di paninoteche-bar a beneficio dei frequentatori; vi è da considerare, infatti, che il lago è distante diversi chilometri dai centri abitati più vicini (San Giorgio La Molara, Montefalcone di Valfortore) e non è provvisto di fonti di approvvigionamento di acqua potabile (fontane o sergenti).

 

Testo e foto di Carlo Caserta.

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Required fields are marked *

*

Computer doc