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Il bel Gruppo dei Salabracchi.

 

VITA DA SALABRACCHI

 

SALABRACCO NON SI NASCE

Da un’ idea nata quasi per gioco qualche mese fa ecco qua il nostro piccolo racconto (e speriamo apprezzato) su cosa vuol dire esser “salabracco”….

Nicola:

La pesca è una pratica che stuzzica ed incuriosisce in genere tutti i bambini del mondo. Riuscire a catturare un pesce è un gioco che, col passare degli anni, diventa una grande sfida, una prova di abilità nei confronti della natura. Pescare mi ha sempre entusiasmato…

La passione per lo spinning è nata e cresciuta in me da poco tempo, forse 6 o 7 anni fa, quando un gruppetto di amici lacustri mi invita a pescare i “pess pèrseg del lac col cuciarìn” ( Per chi non avesse capito: Persici reali del Lago di Garda con i rotanti). Mi appassiono subito a quel tipo di pesca principalmente per due motivi : la praticità (intesa come velocità di essere in pesca) e la compagnia. A quel tempo infatti la pesca era per me sinonimo di compagnia, occasione per passare qualche ora tra amici a ridere e scherzare come sempre, nel mio stile.

Arriva poi l’occasione, un w/e in montagna col Bafo, casualmente sulle rive di uno dei migliori torrenti del Trentino, il Noce. Che fare? Ci proviamo? La risposta arriva da sola quando siamo alla cassa del negozio di pesca che paghiamo la nostra prima canna da spinning, la nostra ancora inseparabile Berkley SSGS 2.70 7-28g. Un po’ lunghetta come canna da torrente ma presa con lo scopo di usarla quasi esclusivamente sul Garda.

Arriva anche la soddisfazione, il cxxo del principiante… le nostre prime trote a spinning in torrente! Finito, contaminato, malato, del tutto coinvolto dalla passione per lo spinning!

Ma… Salabracco, cosa significa? Con calma, manca un altro anello per chiudere la catena.

Un bel giorno, per motivi di lavoro, mi trovo a chiacchierare del più e del meno con un personaggio della bassa veronese, casualmente appassionato di pesca. Un certo Mirko che mi invita anche a far quattro lanci con lui, nelle sue zone, nei suoi spot segreti a caccia di lucci. Ci intendiamo subito e di confidenza ne abbiamo ormai a sufficienza per battute e battutine di sana ed amichevole goliardia.

Mirko:

La passione per la pesca l’ho sempre avuta nella genetica famigliare. Mio bis-nonno, mio nonno e mio padre ancora piccolo, erano pescatori di professione e per necessità, nel periodo del dopoguerra…. E tutto quello che è stare in mezzo alla natura è presente nel mio dna: funghi, raccolta dei “bruscansoli” , more o erbe di campo, lumache ecc……ecc ecc

Da bimbo “rubavo” le reti e le prime canne (che pesavano un quintale) in bambù di mio nonno, andavo in un piccolo fossato vicino casa mia…. ricordo ancora la gioia delle prime catture….alborelle, vaironi e le famose cobiti… Poi un altro pescetto di cui ero ghiottissimo e che ora è praticamente scomparso: “le bersanine” , il ghiozzo (el magnàron, che pescavo o che fiocinavo con una fiocina costruita con manico di scopa e forchetta) … e poi le sberle di quando rientravo a casa tardi e sporco… Ma la voglia di andare a pescare e di stare in mezzo alla Natura era tanta e si passava sopra pure a quelle!!!!!

Ricordo le prime volte che andavo a pescare con mio padre nelle sue lunghe sessioni di pesca a fondo… quelle bestie di anguille che pescava, i pesci gatto e le tinche. Ricordo le tantissime lucciole …oramai praticamente scomparse…..ricordo che mi addormentavo sempre in macchina……

Mio padre mi insegnava pazientemente i nomi di tutti i numerosi fossi e fossati presenti dalle mie zone fino giù nel mantovano ……dove nascono e dove vanno a sfociare… I nomi delle piante, delle erbe e degli uccelli acquatici e non e di tutti gli animali che vedevamo o sentivamo…

A 12/13 anni ho iniziato ad avvicinarmi allo spinning (ed è stato amore a prima vista) guardando le prime riviste di pesca in edicola mentre i miei amici compravano le figurine…… e con le mancette sono riuscito a farmi comprare la mia prima canna da pesca, con un rocchetto di mulinello che sembrava un trattore dal rumore che faceva…

Non so quanti km mi sono fatto prima in bicicletta e poi con il mitico “Piaggio Ciao” alla ricerca di spot… i primi lucci… i primi persici…… i miei primi bass che a quel tempo pescavo, oggi lo chiamano “Top Water”, con una libellula attaccata all’ amo e a ca un 50/60 cm un tappo di sughero che mi permetteva di lanciare lontano e mantenere a galla la montatura, recuperando piano piano… Le troterelle poi, che riuscivo a prendere nelle numerose risorgive e sorgenti presenti in zona …

Tuttora, a distanza di 15 anni, ogni tanto ritorno in quegli stessi spot… con un po’ di esperienza in piu’… con una attrezzatura migliore… ma con lo stesso entusiasmo e le stesse emozioni!

In tutti questi anni ho provato tante diverse tecniche ma il mio grande amore rimane e rimarrà per sempre lo spinning.!!!!

E’ stata una continua crescita…..esperienze nuove …..fino al fatidico incontro con Nicola di qualche anno fa per motivi di lavoro…….le prime volte che siamo andati a pescare assieme……e poi con tutti gli altri…. Salabracchi….. le uscite in barca sul Lago di Garda con la mitica Puffetta di Nicola…..le prime volte in mare ed in torrente……… l’iscrizione al primo Spinning Club a Torri del Benaco… E via, fino ai giorni nostri dove grazie al Forum di Pescaok ho incontrato tanti nuovi amici…… e tante nuove situazioni di pesca……

Dopo l’amicizia tra di noi arrivano anche i risultati piscatori ed alle uscite più frequenti si aggregano altri soci o altri compari, come simpaticamente ci consideriamo: Cristian (Big), Enrico (Bafo), Davide (Dade), Enrico ( Peo), Luca (The President), Sala- Chicco e Gio-Bracco Siamo tutti con lavori e tempi liberi differenti ed è per questo che tutti insieme si fa fatica ad andare a pescare. Qualcuno manca sempre, e quel qualcuno. “ L’è proprio ‘n Salabracco”… “Dov’elo quel Salabracco de Mirko?”… ”Nicola, te si proprio ‘n Salabracco!”.

Quelle rare occasioni in cui siamo tutti o quasi….è una festa, una sagra paesana dove si pesca e… si beve pure qualche bicchiere di valpolicella!

Sempre vige la sala-regola della sana goliardia…

Salabracchi di nome e di fatto… cannetta da spinning e scatoletta di artificiali sempre in macchina… perchè non si sa mai!!! E talmente fusi per lo spinning che spesso quando si è in astinenza… si trova sempre l’occasione per andar a fare 2 lanci… magari all’ alba prima di andare al lavoro… o la sera… al tramonto, prima degli impegni personali o famigliari.

Allora, cosa significa Salabracco??? Non è semplice…

E’ un detto, un modo di dire in uso dalle nostre parti, con sfumature varie da paese a paese. Bracco, oltre alla nota razza canina, si definisce anche un cucciolo, un bambino, un ragazzo di buon sangue, fedele ed ubbidiente, come un grande cane da caccia appunto…… Salabracco è quasi il contrario,

persona vivace ed irrequieta, molto alla buona, che si diverte e fa divertire in compagnia con scherzi e prese in giro, che si adatta facilmente ad ogni situazione. Poco affidabile per definizione ma allo stesso tempo abbastanza raccomandabile. Persona dotata di grandissima ironia e soprattutto di auto-ironia… Salabracchi o si nasce o si diventa…

Enrico (Bafo):

Se avete capito cosa vuol dire Salabracco, potete capire perché io mi sento Salabracco al 100%. Mi spiego meglio: nella mia famiglia sono tutti ambientalisti (praticamente verdi), contro la pesca, la caccia e le armi in generale. L’unica persona che tanto tempo fa mi ha mostrato delle alternative a questa visione delle cose è mio zio Gigi (il mitico Gigi!), ed io non ci ho messo molto a capire e seguire il mio istinto: a 5 anni ho fatto la mia prima licenza di pesca (che conservo ancora come un cimelio) e a 20 anni ho preso la licenza di caccia. Andando a pesca da circa 25 anni, ho provato molte tecniche, di cui alcune inventate, alcune imparate dai libri o da altri pescatori, ma la mia vera vocazione l’ho trovata solo qualche anno fa grazie a Nicola: lo spinning! Lo spinning perché è pratico, perché con una cannetta e una scatoletta di artificiali sono sempre pronto, perché si cammina in splendidi contesti, ma soprattutto perché l’emozione che dà un predatore quando “attacca” è unica e indescrivibile a parole (la si deve provare per capire).

Salabracco perché? Perché non è solo il posto dove si va a pescare, ma il tragitto che si fa per arrivarci e la compagnia sono parte integrante della giornata, perché se diluvia si “ripiega” in un bar sperando che smetta (anche se tutti sanno che non smetterà), perché solo il fatto di essere insieme è già sufficiente, perché si trova sempre un motivo per fare festa e per prendersi in giro in modo genuino, perché……insomma avete capito, Salabracco è bello!

Vorrei solo avere un po’ più di tempo per andare a pesca, ma mai lamentarsi! Se per qualche tempo mi si vede poco, non c’è da preoccuparsi, il Salabracco che c’è in me torna sempre fuori! Ola………

SALAFILOSOFIA

Nascere e crescere in piccoli paesi rurali e pedemontani è sicuramente un buon inizio…Vivere sin da piccoli a contatto con tutte le arti ed i mestieri legati alla Natura… non è poco. La fortuna di avere persone vicine, genitori e nonni in primis, che tramandano di padre in figlio piccole nozioni, piccoli segreti ma grandi esperienze di vita… è fondamentale! Conoscere e frequentare amici con cui condividere le passioni e scambiare queste esperienze… è Salabracco! Così si inizia ad osservare, imparare ed assimilare cose ed esperienze difficili o addirittura impossibili da trovare sui libri di scuola. Il tutto da deporre ed archiviare nel Bagaglio di Esperienza che ogni persona porta con sè. Contemporaneamente si inizia a seguire anche uno stile di vita, un modo di comportarsi e di porsi in ogni situazione; inizia cioè a formarsi la Salafilosofia. Rispetto è la parola chiave, di tutto e di tutti, rispetto delle persone e rispetto della Natura.

Parlare di rispetto nella pesca sportiva moderna non è affatto scontato e ne parleremo con calma…

Rispetto verso tutti gli altri pescatori…verso qualsiasi tecnica di pesca solo se e quando c’ è rispetto reciproco e soprattutto rispetto per l’ Ambiente.. patrimonio di noi tutti.

Rispetto verso gli spot che altri amici ci mostrano, e di conseguenza Sala-gelosia verso i propri ….perchè come spesso accade uno spot poco frequentato si trasforma in una “Via Mazzini al sabato pomeriggio”…..

Innanzitutto è fondamentale la conoscenza della realtà ed il significato delle parole. Praticare la caccia o la pesca significa anche condividerne la storia e la tradizione senza escluderne l’evoluzione. Per definizione la pesca è semplicemente ricerca e cattura di specie acquatiche.

Un vero pescatore deve quindi accettare il fatto che in questo sport (noi preferiamo chiamarla arte e passione) c’è un predatore e una preda, c’è un gatto ed un topo, c’è un vincitore ed un vinto. Giocare senza farsi male è quasi impossibile e qualcuno deve per forza subirne le conseguenze. Chi non vuole procurare nessun tipo di sofferenza o chi sostiene con ipocrisia che pescando in un certo modo non si procura alcuna sofferenza alle nostre prede deve cambiare “sport” . Ci sono anche i videogiochi e sono diventati talmente realistici che sembra di essere veramente in California a pescare il Largemounth Bass… Manca però il contatto con la Natura… E’ vero, ma per stare a contatto con la Natura, per mantenerne intatto l’equilibrio è necessario capirne le regole e soprattutto accettarle. Si chiama legge della sopravvivenza: vince la specie più forte o che meglio si adatta alle situazioni ed ai cambiamenti.

Non è certo la pesca sportiva che cambia questo equilibrio, non ne ha la potenzialità. Questo tipo di pesca è solo una piccolissima variabile, una nicchia nel settore, ma che per quello che incide è giusto applicare la regola fondamentale del Rispetto. La Salaverità sta nel mezzo ed è per questo che non servono atteggiamenti di estremismo talebano verso un Catch & Relese esagerato ed esaltato ma neppure verso comportamenti di stragismo ingiustificato o mattanze contro la nostra amata fauna ittica. Salafilosofia rispetta queste scelte ma non le accetta e non le giustifica. Approva la cultura del Catch & Choose, massima libertà di coscienza nel decidere, scegliere la cosa giusta. Anche Catch & Grill è cosa buona e giusta come ultimo atto per coronare una bella giornata di pesca, magari con tanti amici e una buona bottiglia di vino! Tolleranza per il Catch & Freeze, solo in certe e rarissime ed eccezionali situazioni.

Un esempio ricorrente di quotidiana vita peschereccia può essere utile per capire meglio (…o magari fomentare ancor più le polemiche gettando benzina sul fuoco..). Si vedono spesso fra noi pescatori atteggiamenti ipocriti ed incoerenti dettati o da una mentalità chiusa ed ottusa o semplicemente perché si vede solo quello che si vuole vedere. Essere ambientalista ed amante degli animali bisogna esserlo fino in fondo. Catturare dei pesci senza farli soffrire è il motto, attrezzatura da capogiro per allamare, guadinare, riporre delicatamente le prede su cuscini più confortevoli di quelli del divano di casa, fotografare possibilmente senza flash per non abbagliare inutilmente i pesci, disinfettare le piccole ferite provocate all’apparato boccale e poi rilasciarli, dopo la fase di riossigenazione obbligatoria… senza accorgersi di avergli fatto danni peggiori tenendolo in mano per le decide di foto nelle varie posizioni …… o aver utilizzato come esca degli altri pesci vivi, solo più piccoli e meno apprezzati, infilzati con ami ed ancorette per non farli scappare, lasciati per ore ad agonizzare in attesa che arrivi un pesce più grande ed affamato che porti al pescatore la desiderata soddisfazione. O altri esempi: gettare quintali e quintali di mangimi e misture varie con preparazioni da grandi chef in acqua stravolgendo magari l’equilibrio alimentare… od ancora, al contrario, essere a favore di mattanze e battute mirate all’uccisione di determinate specie non autoctone per la salvaguardia di determinati ambienti, non accorgendosi di contribuire alla rovina di altre, stordendo pesci a quintalate con la corrente danneggiando magari chissà quanti letti di frega !

Sala-rispetto per tutte queste linee di pensiero, per tutti i pescatori altrettanto rispettosi verso gli altri e verso la Natura, per chiunque non si presenti come l’insegnante o il professore, per chi si impegna senza propaganda a tutelare le nostre prede.

La Sala-verità sta nel mezzo… Ma come spesso accade ognuno guarda quello che piu’ gli fa comodo, chiuso all’ interno del proprio laghetto di convinzioni…

Indipendentemente dalla tecnica praticata e dalla filosofia che ognuno di noi ha sposato, la pesca rimane pesca, dilettantistica, sportiva o agonistica che sia, e come tale deve essere accettata anche come elemento di selezione naturale. Bisogna aprire gli occhi ed allargare gli orizzonti per capire che è l’uomo al centro dell’ evoluzione, in tutti i campi. Le nostre scelte porteranno continuamente a modificare gli equilibri naturali, contribuendo involontariamente a far sparire una specie per far posto ad un’altra, con gli stessi diritti e la stessa importanza e che troppo spesso diviene solo un capo espiatorio !

Vivere quindi la pesca come sana passione e basta, con un predatore ed una preda e con delle regole da rispettare. Quali regole? Quelle giuste o quelle sbagliate? Un altro annoso problema da affrontare… Lamentarsi e giustificarsi non serve se non c’è impegno per cercare di cambiarle, integrarle e migliorarle. Discuterne è già qualcosa, con coscienza e conoscenza, con atteggiamento pacato e soprattutto propositivo… non con polemica fine a se stessa………… Salarules.
LEGGI E REGOLAMENTI

Rispetto significa anche sottostare a delle regole e delle leggi ben precise. Non è sempre facile… la buona volontà ce la mettiamo tutti ed è necessario anche impegnarsi in prima persona per cercare di migliorarle il più possibile. La maggiore difficoltà che si incontra nel rispettarle è sicuramente la quantità: sono troppe, disordinate e diverse da provincia a provincia. Qui tutti si scannano con mille proposte e nella mischia ci buttiamo anche noi.

Fino ad oggi esiste una regolamentazione generale e un controllo “troppo tollerante” che diventa via via sempre più restrittivo quando si parla di provincie, comuni o semplicemente zone gestite dalle varie ed innumerevoli associazioni locali. Diventa quindi difficile, oltre che oneroso economicamente, riuscire a pescare: ogni 10 km al massimo cambiano le regole: Zona in Concessione… Zona di ripopolamento… Zona a prelievo nullo… Zona Trofeo… Campo gara di qua e campo gara di la… Senza contare poi tutte le incongruenze legislative su periodi di divieto e misure consentite.

Nella pesca sportiva moderna c’è bisogno di una nuova legge quadro nazionale “molto restrittiva” con relativi controlli molto più severi. Saranno poi le regioni a proporre ai pescatori dei regolamenti ad hoc valutando le effettive diversità del territorio. Dovranno comunque rimanere costanti periodi di divieto e misure dei pesci minime con introduzione anche di misure massime (come avviene in certe zone all’estero). Unica variabile… la quantità del prelievo, come succede in altri settori regolamentati come la caccia o la raccolta di funghi.

Le concessioni autogestite avranno così bisogno di esistere solo per le zone in deroga ai limiti di prelievo, un po’ come quello che avviene nei laghetti di pesca sportiva a pagamento.

Così si riuscirebbe a ristabilire anche un equilibrio economico del tipo “pago di più dove prendo di più” spostando anche l’attenzione del “padellaro convinto” verso queste zone non meno importanti naturalisticamente ma meno sensibili a prelievi continui ed ingiustificati.

Inoltre siamo a favore del rilascio della licenza dopo aver frequentato obbligatoriamente un corso con un esamino finale, dove siano perlomeno insegnate delle nozioni di base ….. le specie presenti nelle nostre acque…..e come saperle riconoscere….

Questa sono solo idee, sicuramente migliorabili e magari difficili da realizzare, che hanno solo la pretesa di essere lette e giudicate, per spronare chiunque a darsi da fare e contribuire a migliorare la gestione delle nostre acque.

LE SALA-REGOLE

  1. Lo Spinning è per sempre.
  2. In pesca non si parla di altro, se non di pesca.
  3. Almeno un giorno di pesca a settimana.
  4. Onora la tua canna e i tuoi artificiali.
  5. Se il tuo compare non pesca nulla….. lo devi sfottere…. ma sii rispettoso.
  6. Accetta con sorriso le sala-prese per i fondelli.
  7. Meglio una brutta giornata di pesca che una bella giornata di lavoro…
  8. Se il pesce non mangia lo stomaco del pescatore non deve soffrire.
  9. Catch&Choose : il pesce è buono in compagnia con ‘na bozza de quel bon!!!.
  10. Artificiale che vince non si cambia.
  11. Catturare è umano, persevare è Salabracco.
  12. Non rivelare mai gli spot di pesca propri.
  13. Non rivelare mai gli spot di pesca altrui.
  14. Chi bene incomincia… può pure tornarsene a casa

 

SALABRACCO SPINNING CONTEST

Pescando tra amici in compagnia è normale che si crei nel gruppo anche un po’ di antagonismo, sintomo di ammirazione reciproca che si trasforma in invidia. La sana competizione non fa mai male anzi, di solito crea ulteriori stimoli alla socializzazione. Tra salabracchi questa competizione è sentita particolarmente, anche se non sembra nelle apparenze. Per riuscire ad esternarla c’è un solo sistema… gara di pesca a spinning (ovviamente in laghetto a pago)!!!!

E quale premio migliore del “Diritto di vantarsi del risultato fino alla prossima gara”… Sala-goliardia elevata al quadrato! L’ultimo arrivato poi avrà l’onore di pagare a tutti gli intervenuti alla manifestazione, salabracchi e non, l’aperitivo o meglio… gli aperitivi!!!

Ma soprattutto… UN SALABRACCO E’ PER SEMPRE!

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