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Pesca al Coregone

Pesca al Coregone
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Tecnica di pesca al coregone lavarello

Pesca dalla riva/Pesca a fondo

Per la pesca al coregone, bisogna avere innanzitutto un buon mulinello, in grado d’imbobinare un gran quantitativo di nylon, visto che per ottenere buone catture bisogna fare dei lanci lontani. La canna deve essere robusta per sopportare piombi di dimensioni di 25-30 grammi (più la canna è rigida e più si deve far uso di piombi grossi per poterla mettere in tensione).
I piombi che si usano sono a forma di pera plasticati col girello. Il nylon che viene maggiormente usato di solito, è un 20-25 millimetri per quel che riguarda la madre lenza. Il finale, invece, dovrà essere di diametro inferiore. È molto consigliabile l’uso del guadino.

Montatura e azione di pesca

La montatura si basa soprattutto sull’utilizzo delle camolere o mosche finte. Vengono usate soprattutto imitazioni di larve di chironomidi preparate su ami di 10-12-14. Sembra avere una sua importanza anche il colore delle mosche: i toni usati di più sono il viola, il nero, il rosso, l’arancione e il verde.

Al girello del piombo viene legato il finale perché, in caso d’appiglio sul fondo, se si spacca il terminale, si perde solo il piombo e non tutta la lenza con le relative mosche (che tra l’altro sono costose!). Poi, al terminale va messo un girello, a cui si legherà la lenza madre.

A una distanza di circa 40 centimetri dal piombo si procederà a montare la prima larva sulla madre lenza con un bracciolo di 3 centimetri. È consigliabile, durante le fasi di pesca, modificare sia la distanza tra la prima larva e il piombo, sia la distanza tra le altre larve, che di solito si aggira sui 40 centimetri (normalmente si montano tre larve per canna). Questo perché il coregone si alza o s’abbassa di livello assai frequentemente.

Una volta lanciata la lenza bisognerà mettere la canna in modo verticale e recuperare il nylon finché non sia ben teso e pieghi la cima della canna. (Ecco l’importanza della scelta del piombo in base alla canna!)

È consigliabile muovere di tanto in tanto la lenza per scuotere il fondo e attirare così l’attenzione del pesce.

Quando si vedrà la cima della canna traballare, allora s’impugnerà la canna alzandola e tirandola a sé. Nello stesso tempo, s’inizierà a recuperare lentamente, prestando attenzione, soprattutto in vicinanza della riva, a non far toccare il piombo. Il piombo, infatti, s’impiglia facilmente e, quando il pesce sarà sottoriva, si farà uso del guadino per salparlo.

Pesca col galleggiante

Materiale per la pesca col galleggiante:

  • Una canna normale da lago usata per le trote.
  • Madre lenza del 20-22.
  • Galleggiante scorrevole di 40grammi (modello vette), per sostenere il piombo di 35 grammi.
  • Imitazioni di larve simili a quelle usate per la pesca a fondo.

Montatura e azione di pesca

La montatura, per quel che riguarda la distanza tra le mosche e dal piombo, è pressoché identica a quella per la pesca a fondo (40 centimetri). È consigliabile, prima di fare i primi lanci, sondare il fondo per capire a quale profondità si pesca. Quindi, si dovrà cercare di tenere il piombo a circa 50 centimetri dal fondo. Anche in questo caso è consigliabile cambiare la profondità di pesca, soprattutto se non si sentono abboccate.

Per fermare il galleggiante scorrevole si può far uso dei ferma-galleggianti artificiali detti stopper. L’inconveniente è il blocco dello stopper – che ostacola il lancio -, se usate canne con anelli scorrifilo piccoli.

Un’alternativa a questo è l’utilizzo del classico filo da sartoria: con un nodo apposito si eviteranno certi inconvenienti.

Per quel che riguarda l’azione di pesca, si cercherà di individuare i branchi di pesci lanciando in diverse posizioni del lago e provando a cambiare profondità di pesca.

Quando si vede che il galleggiante inizia a dare segni d’abboccata, allora si afferra il pesce con uno strappo non troppo energico. Iniziando poi il recupero, si cercherà di portare la preda nel guadino per salparla.

Pesca dalla barca/Pesca a fondo

Nella pesca dalla barca, oltre che la pesca a fondo si utilizza anche la pesca col galleggiante a passata, sfruttando le correnti che si formano nel lago.

Si può usare lo stesso tipo di pesca che si usa dalla riva, oppure si può fare un tipo di pesca speciale, col seguente materiale.

MONTATURA E AZIONE DI PESCA

Al piombo viene fissata la madre lenza ed ad una distanza di circa 40cm dal piombo, si monterà la prima larva e alla distanza di 30 cm si monteranno le altre due larve.

L’azione di pesca è senza dubbio il fatto più importante ed impegnativo che contraddistingue questa pesca dalle altre.

Prima di iniziare la pesca vera e propria si calerà la lenza fino a che il piombo non abbia raggiunto il fondo e alzando a balzi il piombo per 4-5 volte nella melma per smuovere gli insetti del fondo per attirare l’attenzione del coregone. Poi passando alla vera pesca si dovrà cercare la giusta velocità di risalita e discesa dell’esca in modo da imitare la schiusa naturale delle larve.

La canna si può tenerla in mano o appoggiarla al bordo della barca.

Quest’ultimo sistema consiste nel tenere il nylon con un dito e tirando la lenza facendo si che il piombo si alzi dal fondo e quando si avvertirà l’abboccata si alzerà di scatto la canna e s’inizierà il recupero stando attenti a non farlo andare verso le ancore.

PESCA CON IL GALLEGGIANTE

La canna per la pesca con il galleggiante ideale è il tipo all’inglese sui quattro MT; il nylon sarà del 14-16 con ami del 14; il galleggiante sarà di 3-4gr.Com’esca sono preferite le camole del miele, sanguisughe, lombrichi molto piccoli.

MONTATURA e AZIONE DI PESCA

Le montature possono essere diverse; l’importante è rendere la presentazione dell’esca in modo molto leggero e quindi si cercherà di costruire una montatura con il peso rivolto man mano verso l’alto. Il galleggiante dovrà essere di tipo scorrevole, meglio se è a penna d’istrice.

Nell’azione di pesca è importantissimo sapere a quale profondità stiamo pescando per essere in pesca. Pescando a caso, può accadere di starsene li ore per non vedere nemmeno un’abboccata e quindi prima di iniziare la vera pesca è consigliabile l’uso del sondino.

Visto che a volte le abboccate sono lievemente accennate è doveroso tenere sempre sott’occhio il galleggiante per essere pronti all’afferrata. Più la montatura è lunga e più energica dovrà essere l’afferrata stando attenti a non spezzare la montatura, magari sul più bello.

Anche in questo caso è utile spostare il fermo del galleggiante per testare nuove profondità.

La frizione del mulinello, prima della ferrata, dovrà essere aperta per ammortizzare lo strappo e controllare successivamente la fuga del pesce per poi chiuderla appena si è calmato e magari utilizzando la manovella del mulinello per controllarlo successivamente nelle eventuali fughe successive.

 

Ringraziamo la APBS per averci fornito il supporto e per la loro disponibilità.

 

 

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