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Canna fissa per principianti

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a cura di Walterfishing

La canna fissa è stata la prima ad essere inventata, come naturale evoluzione della lenza a mano. Rispetto a questa, essa permetteva una posa più delicata dell’esca e un maggiore controllo sul suo punto di entrata in acqua. Questi sono vantaggi non da poco, soprattutto con pesci “sospettosi”, che non permettono di avvicinarsi molto o che fuggono se qualcosa cade in acqua.

Questa tecnica è stata abbandonata soprattutto negli ultimi anni, con l’avvento di mulinelli economici davvero funzionanti. Tuttavia, è forse la migliore per la sua semplicità, dal momento che adesso una canna fissa di buona qualità costa davvero poco (per esempio, una 5 metri in fibra di vetro, adattissima per chi inizia, si trova a 10 euro).

COME SI USA?

Parto con un chiarimento: non mi riferisco alla roubaisienne o alle fisse con l’elastico, perché queste portano a una grossa complicazione della montatura e a maggiori difficoltà di gestione.

Come montatura, vi consiglio di scegliere tra le due presenti in questo sito, proprio per la loro efficacia e semplicità (mi riferisco a queste nel seguito, se non le avete ancora viste vi consiglio di andarle a vedere). Queste sono:

  • Quella per una variante della pesca a mosca, molto utile in alcune situazioni
  • Quella col galleggiante, che è la più diffusa e facile

Nel primo caso, con un filo tra 0.16 e 0.20 e una mosca su amo dal 12 al 6 si possono catturare i piccoli predatori (con la più piccola, anche alborelle). Semplicemente basta lanciare e far fare alla nostra mosca una lenta passata; poi, quando il pesce abbocca, basta ferrare. È un sistema che dà ottimi risultati con piccole trote e cavedani.

Nel secondo, con un filo tra 0.20 e 0.30, un galleggiante da cinque grammi, un piombo da tre e una girella del nove abbiamo un ottimo attrezzo, che può essere usato comodamente sia per la minutaglia (ottimo per alborelle, con terminali dello 0.12 e ami del 20) sia per pesci un po’ più grandi, fino a 1.5 chili di peso (oltre si inizia ad avere problemi, spesso bisogna seguire il pesce lungo la riva; da qui in poi si rivela migliore la canna col mulinello). Si usa esattamente come la canna col galleggiante e mulinello, con la comodità che deriva dal fatto che questo non è presente (per cui niente complicati sincronismi tra manovella e ferrata, frizione, ecc.).

Quando parte il galleggiante, si ferra e si tira verso di noi. Il grosso vantaggio sta nel peso minore, nella facilità d’uso e nella maneggevolezza; inoltre, per pesci piccoli questa tecnica non ha praticamente rivali. Come ho già detto prima, senza dover spendere decine di euro, basta un buon modello in fibra di vetro, un po’ di filo (anche recuperato da amici pescatori, purché sia buono), un galleggiante, un piombo e una girella, qualche amo, qualche esca (ottimo il mais o i lombrichi), uno straccio e uno slamatore. Tutto qua, senza grosse preoccupazioni.

Per questa tecnica, il pesce ideale è carassio. Questo pesce non è affatto sospettoso ed è presente ovunque in grandi quantità. Non è molto grosso e forte, ed è divertente da pescare. Unico dettaglio: in molti luoghi è visto come specie dannosa e pertanto la legge obbliga a ucciderlo e trattenerlo. Personalmente non lo trovo giusto, e vi invito a rilasciarlo comunque, senza farvi vedere (se vi beccano, la multa è piuttosto salata e, come ho scritto sui termini, non mi assumo nessuna responsabilità se la cosa dovesse andar male).

Nonostante questa tecnica sia spesso snobbata, può ancora dare grandissime soddisfazioni. È semplice, divertente, poco costosa, dinamica, adatta a tutti e può essere praticata ovunque, in ogni stagione. Per questo la consiglio vivamente, e vi assicuro che non ve ne pentirete.

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