Tecniche di pesca

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Andare a pescare in mare praticando il surf casting potrebbe sembrare apparentemente facile, magari per alcuni anche noioso e poco coinvolgente….. “che ci vuole! Basta lanciare la lenza in acqua e aspettare che il pesce mangi!!!”….alcuni dicono così, altri invece molto più comicamente…. “è solo questione di fortuna! Il mare è tanto grande e il verme che lanciamo piccolo piccolo, se non passa niente vicino torni a casa a mani vuote!”……Quante risate mi ci sono fatto!!! In effetti potrebbe sembrare così, comunque sia un po’ di fortuna ci vuole sempre, ma se sappiamo dove lanciare la lenza e come farla lavorare una volta in acqua, beh…cambiano un po’ le cose, anche se questo non preclude il fatto di tornare a casa con un bel cappotto anche in piena estate!!

Quando usciamo a pescare abbiamo già in testa quali sono le prede che andremo ad insidiare e in base a questo sceglieremo esche e tecniche che ci potranno portare un buon risultato. Vediamo qui di seguito alcune tecniche e montature da poter utilizzare durante le nostre battute, che ci torneranno utili per insidiare grufolatori come mormore e orate, oppure predatori quali la spigola e il pesce serra.

Long arm

Il long arm è una delle montature che più utilizzo durante le mie battute, perché semplice da realizzare e molto efficace. Ci serve un monofilo del diametro 0,45 o superiore, una girella (meglio se tripla e a barilotto), due perline da lasciare libere ed altre due da incollare, colla apposita per monofili, fluorcarbon dello 0,18-0,20 e un amo che sceglieremo in base all’esca che vorremmo utilizzare. Si parte da un trave che realizzeremo con lo 0,45 di circa 2,5 mt. (utilizzo diametri più grandi per poter lanciare con piombi un po’ più pesanti e raggiungere così distanze maggiori). Su un capo del trave legheremo una girella da poter agganciare al nostro clip sulla lenza madre e poi inseriremo nell’ordine: una perlina da incollare, una perlina da lasciare libera, la girella, perlina libera e infine quella da incollare. Tutto questo andrà posizionato a circa 10 cm dal piombo che andremo ad applicare sull’altro capo del trave. Una fase alla quale va posta particolare attenzione e quella dell’incollaggio delle perline: si trovano in commercio degli oggetti appositi per la realizzazione dei travi che ti consentono di tenere in posizione orizzontale i travi da costruire. Quando andremo ad incollare le perline dovremmo porre particolare attenzione a non far entrare in contatto né le perline libere né la girella con la colla, che ne andrebbe a compromettere il corretto movimento.

Una volta realizzato il tutto legheremo alla girella il nostro terminale che sarà di una lunghezza che varierà da 1,5 mt a 2,2 mt. circa, in base alle condizioni del mare, ed alle quali applicheremo un amo della misura dal 4 al 6.

Tecnica: lo scarroccio

Utilizzando un long arm mi sono dedicato molto spesso alla cattura di mormore con la tecnica dello “scarroccio”. Questa non consiste altro che nel muovere ogni tanto il piombo che abbiamo lanciato in acqua che andrà a smuovere la sabbia sul fondale dove stiamo pescando e che risulterà essere molto attraente per i grufolatori, tra i quali appunto le mormore (…ma possibili sono anche le catture delle orate). Capita anche molto spesso di sentire l’abboccata del pesce proprio mentre stiamo effettuando lo scarroccio, è ovvio però che per sentire un pesce che sta mangiando la nostra esca è necessario pescare con una canna da beach ledgering con cimini molto sensibili.

Pater noster

Se ci troviamo a pescare in presenza di forti turbolenze, questa è sicuramente un’ottima montatura da poter utilizzare ed anch’essa di facile realizzazione.

La pater noster si realizza partendo da un trave della lunghezza di un metro di un diametro dallo 0,45 a salire, sul quale andrà realizzata per due volte la sequenza perlina-girella-perlina. La prima verrà posta a circa dieci cm dal piombo e l’altra più in alto, in modo tale da non far entrare mai in contatto i due terminali che avranno circa una lunghezza di 20 cm. con un diametro dello 0,25, quindi le posizioneremo per sicurezza ad almeno 50 cm.

Tecnica: pater noster

Questa montatura può essere utilizzata come detto quando ci troviamo in presenza di forti turbolenze e va lanciata tra le onde. Anche se non porta grandi catture è sicuramente la migliore quando ci troviamo in presenza di saraghi e ombrine.

Bandiera

La montatura a bandiera viene realizzata su spiagge con fondale basso per la ricerca sia dei grufola tori che del pesce di galla. Partendo da un trave di 2,5 mt. del diametro dallo 0,30 in poi, posizioneremo anche qui, come nella pater noster, due sequenze perlina-girella-perlina alle quali applicheremo un terminale dello 0,18 di circa un metro. Al terminale superiore potremmo applicare un pop-up che ci consentirà di alzare ancora di più la nostra esca in acqua.

Tecnica: bandiera

Risulta molto utile nella ricerca del pesce sia di fondo che di superficie, da utilizzare a mio parere all’inizio della nostra battuta di pesca per capire che tipi di pesci sono presenti in quel momento di fronte a noi. Consente la cattura in maggior misura di spigole, orate e ombrine.

Short rovesciato

Per lo short rovesciato si utilizza la stessa tecnica di montaggio del long arm. Anche questa montatura impiega un solo terminale che a differenza del long arm sarà posizionato nella parte alta del trave. Viene utilizzato soprattutto per la cattura di pesci di taglia e quindi per i terminali verranno utilizzati diametri dallo 0,28 in poi e in alcuni casi anche con cavetto d’acciaio.

Tecnica: long arm

Per la sua grande mobilità in acqua va lanciato oltre l’ultimo frangente e può essere utilizzato in condizioni di mare mosso per la ricerca della spigola. Come detto prima, se si vogliono insidiare pesci serra, è indispensabile l’utilizzo di un cavetto d’acciaio. Innescando il trancio di cefalo al suo interno può essere collegato un flotter che ne favorirà il galleggiamento.

About Alessio

Alessio Turriziani è il Fondatore e Responsabile del progetto PescaOk.it https://plus.google.com/118139127073698735363/

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